Decollare: gestire lo stress per una prima buona impressione
Proviamo ad immaginare una qualsiasi presentazione che riguardi il parlare in pubblico , come una riunione, una conferenza o un meeting, potremmo paragonarla ad un viaggio aereo diviso in tre fasi distinte : la prima chiamata decollo, la seconda volo e la terza atterraggio.
La fase del decollo di un aereo è il momento più delicato del nostro viaggio.
Gli accorgimenti da utilizzare sono tantissimi in questa prima fase: schienale dritto, cinture allacciate, tavolino chiuso e persino in bagno si può accedere solo dopo la conclusione. Allo stesso modo per l’oratore il decollo è il momento di attacco della performance ed è una fase delicata da curare nei minimi dettagli poiché si hanno tutti gli occhi puntati.
Il decollo è spesso il momento più stressante di tutta la prestazione, il momento in cui la nostra emotività raggiunge il livello più alto, Sarà opportuno avere a disposizione più strumenti in grado di creare un clima adatto alla nostra performance o, semplicemente, attirare l’attenzione .
Quali sono le armi del formatore per effettuare un buon decollo, tenendo conto della pericolosità del momento e dell’alto indice di stress?
Uno degli strumenti utili per il decollo è un giro di tavola: per permettere ai partecipanti stessi una rapida presentazione, utile al formatore per conoscere i corsisti, le motivazioni della loro partecipazione e per effettuare un proficuo interscambio di informazioni.
Oppure incuriosire i partecipanti permette di tenere alta la tensione positiva o ancora utilizzando il vero strumento del comando: la domanda. Si dice che “chi domanda comanda”, vuol dire spostare l’attenzione da noi alle persone presenti con gran beneficio per la nostra emotività e , inoltre , si coinvolgono i partecipanti che si sentono più attivi e parte in causa. Diamo subito l’idea di voler interagire con il gruppo e di avere un grande interesse nei loro riguardi.
Promettere vantaggi ricordando che ogni essere umano sarà più o meno motivato ad intraprendere un percorso di cambiamento, anche difficile, se immagina di ottenere un qualche vantaggio (non sempre e non solo di carattere economico).
Inserire una statistica o frase sorprendente possibilmente da trascrivere sulla lavagna a fogli mobili o da illustrare con l’uso della lavagna luminosa, non presentata in modo estemporaneo, per evitare domande alle quali non si sia in grado di dare risposte convincenti. Questo passaggio permetterà di testare l’interesse dei presenti.
Utilizzare una citazione preparata per tempo per trasmettere anche qualche messaggio positivo.
Una metafora, un breve racconto dietro il quale si nasconda anche qualche messaggio che intendiamo lanciare all’inconscio delle persone, piuttosto che alla parte razionale.
Metafore e citazioni si possono utilizzare anche durante i lavori per risvegliare la parte destra del cervello, deputata alla fantasia e alla creatività.
Usare un aneddoto anche di carattere personale, per creare un clima di empatia con l’aula, ricordando che personalizzare il rapporto con i corsisti migliorerà sicuramente il clima durante lo svolgimento dei lavori .
In generale l’utilizzo di riferimenti personali ottiene un’attenzione positiva di chi ascolta, Tutto ciò che viene detto deve essere sempre reale, privo di aspetti fantastici o contenuti di pura invenzione.
Quindi l’apertura di una riunione o lezione è un momento critico per il formatore, dove il giudizio dei partecipanti si forma e si consolida, veniamo giudicati in base a come siamo vestiti, come ci muoviamo e lo stress raggiunge livelli molto elevati, dove in definitiva:
“Non ci sarà mai una seconda occasione per fare una buona
prima impressione”.
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